In sintesi
Mentre si apre il confronto sulla prossima manovra economica, Agenti FNAARC (Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio) torna a chiedere un aggiornamento del tetto di deducibilità fiscale delle autovetture utilizzate dagli agenti di commercio. La Federazione definisce anacronistica una soglia rimasta ancorata ai parametri del 1986 e chiede che il tema entri nell'agenda della Legge di Bilancio.
La posizione è stata ribadita il 28 luglio 2026 dal presidente nazionale Alberto Petranzan e ripresa dalle sedi associative e da testate economiche. Non si tratta di una modifica normativa già approvata, ma di una richiesta di categoria rivolta al Governo.
Il nodo del tetto di deducibilità
Secondo i dati diffusi da FNAARC, gli agenti in regime fiscale ordinario rappresentano circa il 38% dei circa 230 mila agenti attivi in Italia. Per questi professionisti il costo fiscalmente riconosciuto per l'acquisto dell'automobile resta limitato all'80% di un tetto massimo di 25.822 euro, valore derivante dalla conversione dei 50 milioni di lire fissati nel 1986.
Nel frattempo, sottolinea la Federazione, il prezzo delle autovetture è più che raddoppiato. Il risultato pratico è che una parte rilevante della spesa per il veicolo resta fuori dal perimetro fiscalmente riconosciuto, pur essendo l'auto lo strumento di lavoro quotidiano della professione.
Costi di mobilità e sostenibilità dell'attività
FNAARC ricorda che gli agenti rinnovano mediamente l'auto ogni quattro anni per l'elevato chilometraggio, acquistano circa 159 vetture nuove al giorno e nel solo 2024 hanno generato una spesa superiore a 700 milioni di euro. La categoria, citando uno studio Enasarco ripreso dalla Federazione, intermedia ogni anno tra il 20 e il 25% del PIL nazionale.
Il problema non riguarda solo chi è in regime ordinario. Dal 2015, anno di introduzione del regime forfettario, il prezzo medio dei carburanti sarebbe cresciuto di oltre il 22% e quello delle auto nuove di circa il 50%, con ulteriori rincari su pedaggi, manutenzione e assicurazioni. Si tratta di voci che erodono i margini e pesano su chi lavora su strada.
Perché interessa agli agenti di commercio
Per un agente o rappresentante l'automobile non è un benefit accessorio: è l'ufficio mobile con cui si raggiungono clienti, si sviluppano zone e si raccolgono ordini. Un tetto di deducibilità non allineato ai prezzi di mercato incide direttamente sul costo del lavoro commerciale e sulla capacità di rinnovare il veicolo in sicurezza.
Il tema tocca anche il ricambio generazionale. Con un'età media dichiarata intorno ai 52 anni, FNAARC evidenzia quanto i costi iniziali (auto, carburante, assicurazione, prime trasferte) possano scoraggiare l'ingresso dei più giovani. Per le aziende mandanti, costi di mobilità elevati possono tradursi in reti più selettive e in maggiore attenzione alla sostenibilità economica dei mandati.
Conclusione pratica
In questa fase conviene seguire l'evoluzione del dibattito sulla manovra e confrontarsi con il proprio consulente fiscale o con la sede associativa di riferimento per capire come la normativa vigente si applica al proprio regime (ordinario o forfettario). Le informazioni qui riportate hanno carattere informativo e non sostituiscono una consulenza personalizzata.
Fonti: comunicato Agenti FNAARC del 28 luglio 2026 (Milano), ripreso da Confcommercio Ascom Varese e da testate come Citywire Italia e Milano 365. Approfondimenti istituzionali sul tema: https://confcommerciovarese.it/fnaarc/agenti-fnaarc-agenti-di-commercio-motore-delle-imprese-ma-la-fiscalita-continua-a-tirare-il-freno-a-mano/ e https://fnaarc.it/agenti-fnaarc-torna-a-chiedere-con-forza-al-governo-ladeguamento-del-tetto-di-deducibilita-dellauto/